
Gian Lorenzo Bernini – Il “David” –
Roma, Galleria di Villa Borghese. E’ un
pomeriggio di settembre di qualche anno fa
quando incrocio lo sguardo accattivante del
David del Bernini. La sensazione è
stranissima: nel maestoso insieme della
statua, il marmo sembra vibrare nell’attesa
dell’atto finale: il lancio della fionda. Ed è
questo l’intuitivo atto creativo del Bernini:
riprodurre quell’attimo non ancora consumato e
fermarlo nel tempo.

Ed è proprio questo che rapisce, assieme alla
tensione emotiva che emanano i muscoli tesi,
pronti a “stendersi” e a “liberarsi”. Ma al
giovane eroe non servono armi, che vengono
abbandonate ai suoi piedi. La sua Forza e la
sua Bellezza sono la Fede in Dio.

Siamo nell’epoca barocca, e la figura del
David era uno dei motivi più riprodotti dagli
artisti italiani. La versione del Bernini fu
scolpita per il cardinale Scipione Borghese,
quando lo scultore aveva appena 25 anni.
Ultimata in pochi mesi, rivela un dinamismo
eccezionale.

Altro particolare che colpisce è la terza
figura, semi nascosta e quasi riassorbita
dall’oscurità dello sfondo. Che si tratti
della Maddalena si evince dal fatto che lascia
chiaramente intravedere la bocca aperta
nell’espressione straziante del dolore:
iconografia che caratterizza questo
personaggio.

I contrasti di luci e ombre sono i “colori”
delle statue, e nel David ne esaltano tutta la
Bellezza, estetica e spirituale. In particolar
modo colpisce il movimento dei capelli. Un
tocco raffinato che denota il “pensiero” della
ricercatezza barocca. Il Bernini riproduceva
spesso “dal vero” e ai suoi modelli chiedeva
di muoversi per “catturare” ogni aspetto del
corpo. Un rivoluzionario metodo, anche per un
periodo come il barocco, pronto a riprodurre
ogni movimento e ogni sinuosità.

Ma non solo. In quel marmo c’è qualcosa di
straordinariamente “vivo”: la statua infatti è
l’autoritratto del Bernini, ed emana tutta la
sua personalità. Dallo sguardo trapela quasi
un sottile messaggio che lo scultore,
audacemente, vuole sottolineare: anche lui,
come il giovane eroe David, non teme rivali o
confronti. Nessuno è maestro nella pietra come
lui.
Gian Lorenzo Bernini
- Napoli 1598 - Roma 1680. Nel 1605 si
trasferisce con la famiglia a Roma. Si formò
nella bottega del padre, anch’esso scultore.
Nel 1624 lavora alla basilica di San Piretro,
tra cui crea: il “baldacchino” ed il colonnato
davanti alla chiesa. Celebri le sue fontane
romane, tra queste: Fontana dei Fiumi
(1648-51) in Piazza Navona; Fontana del
Tritone in piazza Barberini (1640). Si
ricordano due opere maggiori: l’estasi di S.
Teresa (1647-52, Roma, S. M. della Vittoria,
cappella Cornaro; e la Beata Ludovica
Albertoni (1671-74, Roma, S. Francesco a
Ripa). Papa Urbano 8° fu suo grande
sostenitore.
