“…Si….i miei quadri appaiono all’occhio come un mondo acquatico e silenzioso, raggiunto dai riflessi di una Luna lontana…..l’anima dell’artista….. quella vera, quella nascosta agli altri..…”
                                                                                                                         Gabriella Machne


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Blumare

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Tranquillita'

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Notte di luna

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Temporale estivo

                                         Commento critico ai dipinti

 
         “Gabriella Machne presenta una serie di dipinti eseguiti con tecnica particolarissima, altamente innovativa. Se è vero che l’Arte - oltre che nella creazione e realizzazione di un’idea - risiede nello stile, possiamo senz’altro affermare che la proposta di Gabriella è Arte poiché essa è immediatamente riconoscibile. Questo in virtù del suo inconfondibile metodo di lavoro. (….)

             L’effetto finale è un mondo cromatico indistinto che mette in moto la nostra percezione inconscia. Appare, come per incantesimo, una realtà fantastica, direi acquatica, dove paiono nuotare microrganismi simili alle amèbe. Esse sembrano muoversi e cambiare forma in continuazione, in un moto centrifugo, probabile metafora delle situazioni d’animo caratterizzanti la creazione o il concepimento artistico di un’idea. (…)

             Gabriella è anche poetessa della gioia di vivere, della speranza (non retorica) di un futuro di luce che sconfiggere l’idea della morte. Un accostamento tra l’inizio della vita e la sua continuazione verso l’infinito. Vita che si sviluppa nell’acqua. Chiaro è il riferimento al filosofo greco Talete (VI° secolo a.C.), grande teorizzatore dell’elemento liquido quale principio di tutti gli esseri viventi. Le opere sono spesso affiancate a didascalie o poesie che rendono più intelligibili i significati reconditi. Poesie che sono scritte, con animo sensibile e delicato dalla pittrice stessa”.

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              “Gabriella Machne e le sue amèbe: un mondo fantastico, un mondo in vitro che fulmina lo sguardo e scuote il nostro sentire. Poi, la sensazione di esplorare un qualcosa. Forse uno dei segreti della vita. E’ come un risveglio dopo un’anestesia dello spirito. Le nebbie si diradano, non percepiamo più quel pastrocchio della memoria che ci accompagna.

              La mente ritorna. Indefinibili protozoi si spostano rapidissimi in quel che pare un immenso cardiorde liquido. L’acqua diventa elemento unificatore di tutte le vite, di tutte le cose. Si aprono nuovi spettacoli, nuove bellezze, e tutto è molto strano. Ci appaiono incantanti fondali marini, aurore boreali, spazi suggestivi. Trionfano i verdi, i blu, le delicate tinte smeraldo e lapislazzuli. Subito dopo, silenzio e attesa. In alcune tele, la luce di un preludio lunare avvolge, coinvolge, ammalia. Ci sentiamo proiettati in una dimensione intima, di delicata nostalgia. Gabriella Machne ed il suo sogno di una bellezza pittoricamente difficile.

              Un pensiero “dolcissimo e possente” di leopardiana memoria si fa strada. Ed è un pensiero che, fra quelle atmosfere rarefatte, ritorna all’artista sempre più spesso….”
 
 
                                               Giancarlo Bonomo

                                                                       critico d’arte