BRUNA ZAZINOVICH  

 


 

  Presentazione   Nel 2013 è presente, alla pagina della Bottega d'arte Amèbe, in un catalogo di un Evento collaterale alla 55^ Ed. della Mostra Internazionale d'Arte “La Biennale di Venezia.

Pittrice, è appassionata anche di fotografia. Si avvicina alla pittura nel 1989 sotto la guida del Maestro Claudio Cosmini. Nel 1998, ad un concorso del Centro culturale artistico “La Serenissima” di Marghera, riceve il primo premio, medaglia d’oro, per la pittura. Al suo attivo numerose mostre collettive (in Italia e all’estero) ed ha partecipato a vari concorsi artistici piazzandosi ai primi posti.


 
             
 
































 

Gabriella Machne (curatrice artistica) - "Commento alle opere"


Pur rimando sempre fedele al figurativo più classico, ogni tanto sperimenta tecniche e tematiche diverse. Ciò per poter esprimere al meglio la sua interiorità. Ne ricava un informale basato sul colore con tratti istintivi e veloci. Mentre l’occhio figurativo sa cogliere vedute paesaggistiche suggestive, l’altro, quello “astratto”, percepisce le intuizioni della mente e dell’animo. Nel creare un quadro è’ attratta soprattutto dai particolari, che scatenano in lei curiosità e attenzione. Come, ad esempio, il fantastico mondo delle nuvole, che lei dipinge a memoria, senza copiare e quasi di getto. (...)

Le tecniche usate da questa pittrice sono varie. Spazia dall’olio all’acrilico agli smalti. Tra i colori è il giallo-oro quello che l’attrae di più. Nel creare un quadro è’ attratta soprattutto dai particolari, che scatenano in lei curiosità e attenzione. (...)


Le espressioni dell’intimo di Bruna Zazinovich

Ho conosciuto Bruna come una pittrice con una notevole produzione di figurativi: dai paesaggi ai fiori. Ma ad un certo punto ha scoperto che le forme ben definite e ben riconosciute non le bastavano più; ha sentito l’esigenza di esprimersi attraverso l’informale, attraverso il solo colore.

Anche lei, come altre volte mi è capitato con altri artisti, mi ha sorpreso in modo positivo con questo cambiamento di rotta, anzi, con questa aggiunta di stile che completa l’universo pittorico di un artista. E’ come se ad un certo punto un richiamo profondo scuotesse l’artista a “risvegliare” l’atto creativo più recondito che racchiude in sé. Queste “espressioni dell’intimo” sono infatti quanto di più profondo può rappresentare un pittore tralasciando la maestria del tratto.

Scopriamo quindi che anche Bruna ha queste due realtà pittoriche: mentre l’occhio figurativo sa cogliere i particolari suggestivi che possono apparire in un quadro di fiori o di paesaggi, l’altro occhio, quello “informale”, percepisce le sensazioni che provengono dalla realtà che la circonda e che entrano nel suo animo.

In questa sorta di “universo parallelo”, in un certo senso si può dire che si è inventata il “suo” tipo d’informale realizzando una pittura basata su smalti. Ne ha ricavato una pittura di grande impatto visivo, da lei definita “shakj dripping”: sgocciolato agitato. Già il nome dice tutto: il momento della realizzazione del quadro è basato su come viene lasciato cadere il colore sulla tela, sul fluido che scorrere e dalla mano dell’artista che ne perfeziona l’impatto sulla superficie da lavorare. Un lavoro che deve essere svolto attentamente in quanto gli smalti sono particolarmente difficili da lavorare. Una volta stesi non lasciano troppo spazio per ritocchi e aggiunte.

Ecco come il gesto e l’azione prevalgono sulla forma e il tutto racchiude qualcosa che unisce tecnica e idea: l’incontro tra l’artista e il colore. Questi lavori sono la sintesi di pure emozioni, vibrazioni intense di un cromatismo lirico ricco di phatos.

Per Bruna questi lavori sono un invito a vedere, e quindi a guardare, con fantasia l’arte espressa e le sensazioni che ognuno di noi percepisce guardandoli.

Mi piace ricordare il piccolo quadro intitolato proprio “Vedere con fantasia”, che Bruna ha esposto nella collettiva “Nel cuore dell’arte”, mostra che ho curato a Firenze nel giugno 2011. Con sfumature verde-smeraldo e con alcuni piccoli sassolini applicati, che danno un aspetto materico al tutto, sa rendere “l’idea” e la sensazione della sabbia e del mare. Un esempio di come anche un piccolo quadro può rappresentare un momento di grande poesia.

Se è vero che l’originalità dell’idea è considerata arte, allora si può ben dire che questi lavori informali di Bruna possono far parte dell’arte pittorica a pieno titolo.


Diego Valentinuzzi - “L'interpretazione fluttuante di Bruna Zazinovich”


Conoscere meglio per poter leggere i quadri di Bruna Zazinovich… devo dire che è stata un’esperienza molto piacevole.

Entrare nella sua casa studio di Trieste, non possono certo passare inosservati le decine di quadri appesi alle pareti o accatastati di varie misure, che sembrano raccontare tutta la sua vita.

Pittrice senza dubbio di forte carattere, che si riflette sicuramente in quel passaggio che delimita il suo primo periodo, per poi distaccarsi completamente e puntare verso nuovi mondi, in un’astrazione informale, che ha sempre fatto parte della sua mente lasciando indietro le combinazioni segniche e coloristiche di una linea passata.

Osservando gli ultimi lavori di Bruna Zazinovich, sembra di entrare in una frenesia gestuale, emozioni che si rincorrono quasi a voler dare una visione all’ignoto; questo è dunque, anche un viaggio attraverso l’inconscio della psiche, da dove hanno fonte gli istinti, dove l’uomo entra in armonia con l’universo. Quelle forme dunque, diventano racconti intimistici attraverso i quali si intravedono le sue emozioni più forti. Libertà esclusiva dunque, che permette all’artista di abbattere quel legame fra l’essere e l’opera, evidenziando al limite estremo l’esaltazione del colore sotto un’impulso di una sperimentazione ricca di istinti singolari e dove la pittrice, manifestandosi raffinata, non cede a nessun compromesso di una visione finale superficiale.

Nella sua tavolozza, dove primeggiano mescolati al nero i colori primari coinvolgenti miscelati in giochi di luci, forme che fluttuano in dimensione di sogno, rivelano situazioni atipiche intrecciate tra di loro, ed ecco… che una campitura o una striscia colorata possono ricongiungersi e diventare una proposta intuitiva, di un ritmo di luce che risponde ad impulsi emotivi di questa evasione dalla realtà attraverso il colore. La necessità dunque, di ridurre tutto ciò a immagini autonome, esprimendo attraverso le sue tele la assoluta indipendenza alla cultura insensata dei mass media.

L’opera di Bruna Zazinovich,va dunque spinta verso l’interpretazione visiva che è forse più che spiegare in questi giorni similari eppure così mutevoli sul mistero del tempo stesso


Claudio Cosmini - "A proposito di Bruna Zazinovich"


Nata a Trieste dove vive e lavora. Una delle mie prime allieve degli anni novanta.

Con volontà e tenacia, ha seguito i miei primi consigli dell’arte pittorica, iniziando con il puro figurativo e lentamente con suggestivo linguaggio cromatico, la Zazinovich, ha iniziato a manifestare validamente la profonda emozionalità che la guida nella rielaborazione pittorica dell’astrattismo, nelle sue percezioni stimolata soprattutto dalla natura da cui attinge i suoi valori e la suggestiva articolazione dei colori raggiunge vertici d’armonia.

La Zazinovich ha partecipato a numerose rassegne a Trieste e in Italia, ottenendo riconoscimenti e premi.

1° premio Roberto Marinato 1998 medaglia d'oro per "L'Infinito" : poeticità espressa in un contesto formale e cromatico ben calibrato, dove il soggetto appare semplice poiché ripartito in due gruppi tematici. Riesce ad esprimere una grande intensità e forza interiore, la luce che dal cielo piove sulla boscaglia illumina progressivamente la vegetazione restituendo sensazioni di gioia e felicità progressive.


Prof. Roberta Facchini - "A proposito di Bruna Zazinovich"


Bruna Zazinovich è un'artista versatile. I suoi inizi sono nel segno del figurativo, a cui resta sempre fedele nonostante non si sottragga al fascino di altre sirene. Il Suo desiderio di mettere alla prova altre sensibilità e mezzi per rendere visioni e moti dell'animo unitamente alla ricerca di soluzioni formali innovative, la spinge a confrontarsi con linguaggi pittorici diversi. La cifra distintiva della Sua arte diventa allora proprio il gusto della sperimentazione di modi e di tecniche, che la porta ad attraversare il vedutismo per giungere all'astratto, guardandosi a Turner, ma anche lasciandosi andare alla suggestione del gesto coloristico spontaneo dell'action painting, per tornare ancora e sempre al rigore della rappresentazione di quel che l'occhio coglie.


Giancarlo Bonomo (critico d'arte) - "A proposito di Bruna Zazinovich"


“(…)partita sicuramente dal figurativo (…) un gioco cromatico suggestivo(…) intelligenza astratta in un dripping che si ispira a Jakson Pollock.


 


Atelier Bottega d'Arte "Amèbe" dell'artista Gabriella Machne - Via D. Bramante, 1 (Trieste)

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