MORENO GERZELI  

 


 

  In ricordo di Moreno Gerzeli (1955 - 2016)

Grazie Moreno per i 40 anni di grande amicizia. Ci mancherai... ma resterai per sempre nei nostri cuori! Ora, fotografa il cielo per noi.
 

 


 

  Presentazione   Sin da ragazzo coltivò la passione per la fotografia con polaroid e semiautomatiche e, pur non dedicandosi in modo continuativo, sviluppò una buona tecnica fotografica.

Con l’avvento della digitale trovò un nuovo stimolo per esprimersi. Sempre pronto a nuove tecniche, sperimentava varie elaborazioni fotografiche al computer. Tuttavia non disdegnava la vecchia foto in bianco e nero. In particolar modo, con le foto color “seppia”, sapeva rendere un’immagine soffusa e ovattata della realtà.

Al suo attivo vari concorsi, collettive e qualche personale, riscuotendo valutazioni positive che lo spronavano, con soddisfazione, a proseguire e a “mettersi in gioco” verso nuove sfide.

Amava cimentarsi anche con tecniche cine-amatoriali. Per hobby ha realizzato vari servizi artistici: fotografici, filmati e DVD.

Nel 2007 è risultato finalista - con foto in copertina - al concorso fotografico “Tempi moderni – Obiettivi puntati sulla città che cambia” indetto da Seat Pagine Gialle per “TuttoCittà” guida 2007 Gorizia - Trieste e province. Ha partecipato a numerosi concorsi qualificandosi spesso nei primi posti.

Nel 2013 è presente, alla pagina della Bottega d'arte Amèbe, in un catalogo di un Evento collaterale alla 55^ Ed. della Mostra Internazionale d'Arte “La Biennale di Venezia”.


 
             
 






 

Gabriella Machne (curatrice artistica) - "Commento alle opere"


Dalla mostra personale “Barchettando” - Ottobre 2007- presso la Bottega d’arte Amèbe” - Trieste

“L’originale titolo, scelto dall’artista, sta ad indicare l’idea di “catturare” con lo sguardo barche di vario genere. Tra tutte le foto presentate spicca l’interessate opera che fa da filo conduttore a tutte le altre: una barca in controluce sulla riva appare quasi abbandonata. E’ adagiata, quasi un po’ in “posa” e con la carena “in secca” fuori dal suo naturale elemento: l’acqua.

Se da un lato fa pensare ad un malinconico momento della vita dall’altro, un pensiero positivo nasce sorretto dai riflessi di un sole immaginario che, intuitivamente, si può percepire nello “scatto”.

Con occhio sensibile e con un tocco creativo sa trasformare luoghi e momenti, apparentemente comuni e a volte banali, in attimi palpitanti ed espressivi, facendoli vivere in una nuova dimensione.

In questa mostra presenta una serie di barche dai variegati aspetti: alcune elaborate, altre in tonalità monocromatiche che vanno dal bianco e nero al seppia. Ma non solo. Nel realizzare le fotografie spicca un interesse per raccontare qualcosa che faccia anche pensare. Niente di “impegnato” però: semplicemente un pensiero, un momento creativo di riflessione.

Nella foto che fa da filo conduttore a tutte le altre, la barca sulla riva appare quasi abbandonata, adagiata e un po’ in “posa” con la carena fuori dal suo naturale elemento: l’acqua.

Un curioso simbolismo spunta tra i chiaro-scuri della foto: si chiama carena anche la cresta ossea dei volatili in cui si inseriscono i muscoli pettorali del volo. Se la barca inclinata ed in penombra sulla “secca” fa pensare ad un malinconico momento della vita, il collegamento con il volo riaccende il pensiero positivo di rinascita che, sorretto dai riflessi di un sole immaginario, emana speranza”.

 

 

 







 







 







 





 





 





 

Atelier Bottega d'Arte "Amèbe" dell'artista Gabriella Machne - Via D. Bramante, 1 (Trieste)

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