PASQUALE D'AMBROSIO  

 


 

  Presentazione   Nato in Lucania in provincia di Potenza, da molti anni vive a Trieste. Ex funzionario direttivo della Corte dei Conti, sin da giovane si è dedicato con passione alla pittura, prediligendo l’olio. A Potenza e a Roma ha perfezionato il suo stile con alcuni maestri. Molte sue opere fanno parte di collezioni private a Roma, Firenze, Salerno ed in altri luoghi d’Italia.

Dal 2009 al suo attivo: varie personali e collettive; numerosi premi e riconoscimenti, anche da parte della critica, che ha ricevuto nei concorsi ai quali ha partecipato.Tra i vari luoghi si ricorda che ha esposto a: Firenze, Venezia (due collettive, tra cui una presso lo Storico “Palazzo delle prigioni”), Monfalcone (GO),Grado (GO), Trieste.

Nel 2013 è presente, alla pagina della Bottega d'arte Amèbe, in un catalogo di un evento collaterale alla 55^ Ed. della Mostra Internazionale d'Arte “La Biennale di Venezia”.

Ha partecipato a vari concorsi risultando spesso nei primi posti. Tra questi i concorsi pittorici della Bottega d'arte Amèbe (presso Villa Prinz, spazio Amèbe, Storico Palazzo Vivante ecc.) e ha partecipate alle tre edizioni del concorso Amèbe con quadri, modelle e fotografi “Fashion & color” (sul pontone-gru Ursus, Museo Ferroviario di Trieste, Ex lavatorio di S.Giacomo Trieste).

Per apprezzare maggiormente le opere di D'Ambrosio va detto che le dimensioni dei quadri si aggirano attorno ai cm. 70 x 80.

Hanno scritto di lui: Gabriella Machne (curatrice artistica di Trieste); Diego Valentinuzzi (curatore d’arte e pittore di Monfalcone (GO); Rossella De Candia (giornalista del Piccolo di Trieste); Vito Sutto (critico d’arte e docente di Udine).


 
             
 















 

Gabriella Machne (curatrice artistica) - "Commento alle opere"


Studio, passione e tecnica, hanno accompagnato da sempre Pasquale D'Ambrosio verso “L'avventura del colore”, titolo di una sua mostra personale che ben racchiude l'essenza dell'esperienza artistica di questo artista. Fin dai primi lavori il suo percorso artistico si è distinto per la ricerca basata sul colore, creando sfumature inedite e uniche. I soggetti scelti, uniti all'accuratezza dei tratti, alla profondità e alla luce, sostengono il colore: il vero protagonista dei suoi lavori. E’ un’esigenza che l’artista sente con forza: ogni suo quadro ha un bisogno primario e recondito di sfumature irripetibili. I colori sono un tramite per far emergere quel suo “oltre”. Un “oltre” che parte da un suo pensiero filosofico, fonte d'ispirazione per non banalizzare mai l’arte e la vita.

Per la vitalità coloristica che lo distingue e per questa sua ricerca, questi “sfoghi colorati” diventano “assonanze cromatiche” che, legandosi una all’altra in un ritmo armonioso, sono quanto di più profondo c’è nell’animo di questo artista. Mescolando i colori con ricercatezza, dosando tecnica e casualità, la svolta artistica che l'ha portato all'informale è avvenuta naturalmente.

Ecco perché, abbandonando il lato più figurativo, ha privilegiato la sintesi espressivo-coloristica. Queste nuove forme, dove a volte s'intuiscono ipotetici scenari, diventano un anello di congiunzione tra il passato figurativo e il presente artistico di D'Ambrosio che, amalgamandosi alle nuove soluzioni coloristiche, danno un'impronta moderna e vivace alla sua pittura.

Ed è così che nascono le sue "magiche astrazioni".

Un preludio all’espressionismo astratto e all’informale che da qualche tempo, passata la fase sperimentale, sta progredendo con successo. Tratto dopo tratto, pennellata dopo pennellata, forme e colori si riscoprono rinate in una dimensione più intima.

Si evince quindi che la pittura, assieme al suo Pensiero, sono un tutt’uno al “servizio” di un’esigenza che l’artista sente con forza: i colori come mezzo espressivo.

Sono gli aspetti cromatici, le forme, la delicatezza e la freschezza delle tinte che, fondendosi assieme in una unica soluzione, sono la caratteristica delle sue tele. Soprattutto nei lavori di ultima stesura si può apprezzare quella “esplosione cromatica” che si rivela matura e pronta per la fruizione di pubblico e di critica.

Con una innata curiosità, D’Ambrosio continua ad apprendere assaporando l’arte con lo studio, ricercando nuovi sbocchi per arricchire il suo stile e la sua pittura.

Se i colori sono tanti, la certezza è una sola: tutti questi elementi fondendosi assieme, raccontano di questo artista, della sua creatività e della profondità del suo Animo.


Diego Valentinuzzi - “Commento alle opere”


Una gestualità quella di Pasquale D’Ambrosio che spazia tra l’informale fino ad arrivare ai stretti confini dell’astrazione, dove le masse e i volumi coloristici creano una simbiosi che corre sulla superficie della tela, quasi a volerla segnare di diritto senza però tralasciare l’armonia compositiva, ricercando al tempo stesso una linea di pittura personale e raffinata.

D’Ambrosio, dunque, ci conduce con le sue visioni in un’interpretazione del mondo, in un confine stretto ma coesistente di questa nuova forma investigativa, dove la sintesi del pensiero prende forma con una traccia coloristica ben abbinata e di tutto rispetto.

I suoi colori caldi e molte volte violenti danno la sensazione di un’esaltante e puntiglioso rincorrersi sui dipinti, che a un primo vedere, possono apparire anche complicati e irreali ma alla fine osservandoli bene, fanno parte di una ricerca ben più approfondita sull’essenza delle cose, mentre le atmosfere contagiano in modo piacevole chi guarda.

Una sintesi equilibrata allora, che il pittore ha saputo trarre tra due diverse situazioni esistenziali e talvolta contrastanti della propria sensibilità; da un lato una libera creatività espressa nella più indipendente gestualità, dall’altro un equilibrio creativo preciso e pensato guidato con consapevolezza, dovuto da una lunga rivisitazione in campo formale.

In ogni caso non c’è solo il piacere del bel dipinto della costruzione armoniosa ma anche un modo di sentire, un svolgersi di visioni di sensazioni non facilmente descrivibili.

Il segno sicuro e veloce predomina sui quadri, lasciando posto ad una pittura interiore senza dubbio molto emotiva che in certe occasioni ci riporta (come detto), a quella configurazione di anni addietro, rivolta ad un figurativo informale a lui molto caro.

Dunque il suo è una sorta di astrattismo cromatico nella forma più pura, dove esprime un mondo indipendente dalla realtà, che assieme al colore e il gesto lega il racconto di cui si alimenta Pasquale D’Ambrosio. Visioni coloristiche allora, ma anche forme nascoste, fusioni con l’infinito, insomma una pittura di atmosfera che tende a cogliere una palpabilità, dove i dipinti sembrano diversi nel suo vedere, testimonianze di un’artista che vive nel suo mondo che fa anche riflettere, senza le quali probabilmente non riusciremmo a distoglierci in quest’epoca di eventi .

 

 

         

Atelier Bottega d'Arte "Amèbe" dell'artista Gabriella Machne - Via D. Bramante, 1 (Trieste)

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