SUSANNA DE VITO  

 


 

  Presentazione   Nel 2013 è presente, alla pagina della Bottega d'arte Amèbe, in un catalogo di un evento collaterale alla 55^ Ed. della Mostra Internazionale d'Arte “La Biennale di Venezia”.

Vive e lavora a Trieste. La sua passione per l’arte, e per la pittura in particolar modo, la spingono ad intraprendere un proprio percorso. Artista autodidatta coltiva negli anni questa sua passione e nel 1983 frequenta il corso di “pittura avanzato” con la Maestra Gabri Benci che la sprona a trovare uno stile.

E' presente nell’Enciclopedia Artisti Contemporanei “D’Arte” 2009 edita da S.T.M. Italia, nonché nei siti internet “Equilibriarte”, “Gigarte”, “ExpoArt” e “Amèbe”.

Dal 2006 partecipa attivamente alle molteplici iniziative artistiche tra cui le varie mostra di “Vele e Marine del Nostro Mare” presentate a Trieste alle Sale “Vulcania” e “Victoria” della Stazione Marittima organizzate da “Artesette”.

Partecipa inoltre a svariate manifestazioni artistiche della Bottega d'arte Amèbe di Trieste, allestendo anche alcune personali in questo spazio espositivo.

Artista attiva sia nella nella sua regione che fuori regione, partecipa altresì a concorsi di pittura ottenendo ottimi risultati.

Ha esposto a: Firenze, Venezia, Grado, Treviso alla “Loggia di San Francesco”, Palazzo della Loggia di Noale (VE) e “Mostra Nazionale d’Arte” alla Sala Comunale “Giuseppe Negrisin” di Muggia (TS), all’Aeroporto “Friuli Venezia-Giulia” di Ronchi dei Legionari, Palazzo Frisacco di Tolmezzo, Museo Nazionale Villa Pisani di Stra (VE), Circolo delle Assicurazioni Generali di Trieste, sempre a Trieste “Fashion & colours - Amèbe” presso lo storico pontone “Ursus” e il Museo Ferroviario di Trieste, Storico Palazzo Vivante di Trieste, “Bottega dell’immagine” di Trieste, Palazzo delle Prigioni di Venezia.


 
             
 















 

Gabriella Machne (curatrice artistica) - "Commento alle opere"


Dire che Susanna De Vito è una pittrice che s'ispira al cubismo...è un dire po' riduttivo. Certamente il suo stile trae spunto da questa realtà pittorica e il suo ispiratore maggiore è stato Lyonel Feininger, artista statunitense, cubista-espressionista, nato a New York (1871 – 1956), di origine tedesca.

L'affinità di Susanna con questo stile la si può riscontrare nelle basi del cubismo, ossia nella ricerca costruttiva dell'insieme, nella scomposizione del reale e nella negazione della prospettiva tradizionale. Ma quello che l'avvicina a Feininger, e che poi le ha permesso di creare il “Suo stile personale”, è l'aggiungere un quid imponderabile e molto umano: il suo pensiero, la sua mano, la sua creatività.

Se dal cubismo l'artista prende la frammentazione dell'immagine, dall'altra ricompone l'insieme in una sorta di “armonia scomposta” basata sul cromatismo e sulle velature sovrapposte. Ciò evidenzia la ricerca della libera espressione e del dinamismo che rafforza la bravura tecnica nel disegnare il tratto.

Case, vicoli, figure e ombre, scombinate e fantastiche, si condividono lo spazio sulla tela in silenziosa compostezza, lasciando ad ognuno la giusta importanza. Se l'impatto architettonico, positivamente sconvolgente ed efficace, è “l'effetto speciale”, un particolare tocco raffinato nasce quando l'artista dipinge le figure umane; poche a dir il vero, ma quando ci sono contribuiscono a dare un'impronta sofisticata ed elegante al contenuto del quadro.

Importantissimi sono i colori: appositi, studiati e intensi, creano l'atmosfera rarefatta e originale. Abilmente sovrapposti, emanano una luce particolare; sia nelle tinte chiare che in quelle più scure. Una costante sono le linee rette: simboliche e misteriose, spezzano e fanno sobbalzare, mettono in evidenza ed arricchiscono, ci portano al “punto di fuga” e si aprono allo sguardo.

In questi lavori non c'è quell'appiattimento tipico del cubismo, ma c'è una “magica atmosfera realista” che, passata quasi attraverso un prisma, si espande sulla tela e si presenta sotto una nuova forma: velata e sovrapposta, sintetica e schematica, riconoscibile ma intuitiva.

Colpiscono l'occhio e l'animo queste immagini precise ed evanescenti; denotano una capacità di controllo ma anche di cambiamento: ed è qui che nasce il punto d'incontro tra il reale e l'immaginario dove l'artista sa re-inventare la visone dell'oggetto, della figura, della forma.

Tutte cose che nelle tele di Susanna “fanno spettacolo” e si esibiscono in un moderno “Fauves”, ricordando quel periodo estremamente aperto alle nuove tendenze e che fu la base dell'espressionismo, soprattutto tedesco.

Susanna De Vito è una pittrice di grande effetto, che si presenta colorata e vibrante, che si re-inventa assieme alla sua pittura con l'esigenza di staccarsi dalla realtà per crearne una forse più bella, meno complicata e più armoniosa, meno controllata e più libera.


Dottor Michele Alessio - “Commento alle opere”


I dipinti di Susanna De Vito, esposti in questa mostra intitolata: “L’incantesimo oltre la realtà”, si manifestano con un duplice volto: alcune opere dalle tinte forti molto cupe quasi a voler evocare atmosfere perse nel tempo, altre invece con la chiarezza nitida e lineare del cosmo. Le tinte intense e cupe vanno a caratterizzare i corpi, a voler sottolineare la loro forza, il loro carattere, che timidamente sta emergendo. Il chiarore ed il candore abbagliante di certi scenari rivela invece il dischiudersi di nuovi mondi lineari ed Eterni.

Da queste tele, appare immediatamente chiaro ed evidente il connubio fra una geometria fine e curata, rispettosa di forme e proporzioni e una fantasia sconfinata magica ed elegante, che emana bagliori cristallini di cielo scagliati con potenza espressiva sulla tela.

Da questi dipinti si evince la capacità molto elevata dell’artista nel creare due mondi alienati dalla realtà, dove bellezza ad armonia si fondono. Un universo popolato da creature apotropaiche danzanti, a voler indicare la speranza che squarcia il celo, emanando un chiarore da altri mondi, un moltiplicarsi di sciabolate, una luce dal taglio caravaggesco.

Vediamo in diverse opere anche un cosmo, popolato da anime che vagano sconsolate per strade di ignote città, portando comunque sempre riflessi di luce sui propri corpi, in attesa di nuova rinascita.

Altra tematica predominante e forte nella pittura della De Vito, è quel paesaggio marino espresso nella sua totalità e bellezza, che travalica il singolo dettaglio. La pittura marina ci pone di fronte ad una sovrana vastità, che l’artista conosce e domina, restituendoci un’immensità unica entro i bordi della tela.

Dai dipinti marini emerge un uso sapiente ed autentico della luce, dove s’incontrano prospettive e geometrie dilatate. Proprio gli effetti di luce abbinati alle tinte a volte sfumate, a volte vive, ci trasmettono la vivida sensazione dell’infinità degli spazi, moltiplicandoli.

Questo viaggio fra città magiche ed audaci, strade misteriose e mari solcati da vascelli fantastici, ha come meta il Contatto fra l’artista che crea e le sue passioni.

 

 

         

Atelier Bottega d'Arte "Amèbe" dell'artista Gabriella Machne - Via D. Bramante, 1 (Trieste)

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