BOOK OF THE HEART  

 


 

   

CURARE UNA MOSTRA

Curare una mostra, allestirla e presentarla, per me non è solo un fattore tecnico. E’ di più, molto di più. E’ far nascere un’idea, è dar vita a qualcosa di profondo che prende forma dall’intuizione, è condividerla con gli altri emozionando con l’artista che l’ha creata.

L’Arte per me è una passione che si è trasformata anche in un lavoro.

In queste pagina non ci sarà un vero e proprio ordine cronologico, ma pensieri del Cuore che rappresentano alcuni momenti significativi della mia attività artistica legata a doppio filo alla mia vita.




 

 
 

13 GIUGNO 2007 - RICONOSCIMENTO

Riceve dalla mani di M. Greco, Assessore alla Cultura della mia città, una targa per la mia attività artistica è stata una delle grandi emozioni che mi ha dato l’Arte.

Grazie ad alcune segnalazioni, ho festeggiato così, in questo modo così particolare e sentito, i dieci anni di attività pittorica.

Mi avevano detto della targa, mi avevano detto il giorno ed il luogo dove ritirarla, mi avevano detto di portare un po’ di pubblico…ma non mi avevano detto che a consegnarmela sarebbe stato l’Assessore Massimo Greco in persona! E’ stata una sorpresa graditissima ed ero emozionatissima!!!

In quella occasione ho ringraziato tutti coloro che mi hanno seguita in questi anni: artisti, associazioni, amici, parenti e pubblico: ognuno di loro rappresenta un pezzetto del mio percorso artistico e di vita; senza di loro non ci sarebbe neppure la mia Arte!

 

 
 

IL MANIFESTO

Che cos’è il “Manifesto”? Si chiederà chi non è un “addetto ai lavori”. Artisticamente parlando il “Manifesto” è un testo che viene scritto dai componenti di un gruppo per identificarne il pensiero. Solitamente tutti i gruppi artistici, piccoli o grandi che siano, hanno il loro Manifesto. Spesso viene scritto e poi firmato, ma può essere anche solo un pensiero.

Tra i grandi Movimenti artistici che ne hanno steso uno, ricordiamo quello dei Futuristi, col suo capostipite Marinetti. Oppure, pensiamo al nome dell’Associazione nella quale ho fatto la gavetta: Movimento Arte Intuitiva. Nome e Manifesto che partono proprio dal pensiero filosofico dell’Intuizione. Un pensiero Intuitivo nel quale mi sono riconosciuta già all’epoca, in particolare per i miei quadri.

E allora mi son detta…perché non stendere un piccolo “Manifesto” del pensiero artistico delle Amèbe? Se è vero che è il mio lavoro è anche vero che parte dalla passione per l’arte e che cerco di portare avanti il mio lavoro in un certo modo.

Il mio Manifesto racchiude un pensiero molto semplice: il desiderio di condividere con gli altri l’Arte e la cultura, cercando di far riscoprire la Bellezza di queste cose nella vita di ogni giorno. Fa parte di ciò anche la “Bottega”: parola che fa ritornare il pensiero alle sue origini artigiane dove tutto veniva fatto veramente a mano…sperando che sia ancora così. Un luogo dove gli oggetti che nascono sono unici e irripetibili.

L’Arte è una parte profonda dell’animo di una persona e ogni scelta creativa è uno dei tanti modi per esprimere la ricerca di quell’Infinito mistero che è la Creazione e l’appartenenza a quel qualcosa di Divino che sta sopra di noi. Ecco perché penso che ci sia bisogno di arricchire con un pizzico di cultura le varie iniziative in modo che non rimangano fine a se stesse, ma che lascino qualcosa nell’animo. (I libretti Amèbe son nati proprio per questo).

Promuovere l’Arte quindi è un lavoro da fare col Cuore, perché in primo piano ci deve essere il rapporto umano.

In particolr modo c’è bisogno di rispettare l’artista e l’opera che ha creato: che sia valida oppure no, è un prodotto del suo “sentire” più profondo. Poi, la tecnica e la bravura sono un’altra cosa; si può valutare e discutere, ma sempre con rispetto.

C’è poi il fattore “intuitivo” che per me copre una parte importante del mio pensiero artistico e lavorativo. “Intuitivo” perché spesso le soluzioni arrivano quasi senza pensarci. O meglio: sono talmente immediate che scavalcano il ragionamento permettendo di “vederle” immediatamente.

Ciò lo sento sia per il lato artistico e creativo, ossia per gli oggetti che creo e per i miei quadri, ma anche per la professione di curatrice artistica. Infatti, anche per presentare un artista o una mostra, c’è bisogno d’intuire l’armonia delle opere esposte o l’animo dell’artista, estrapolando da ciò parole che sappiano codificare e spiegare l’arte esposta.

“Intuizione” è una parola che deriva dal latino intueri, che significa vedere. In filosofia è una conoscenza ed una comprensione immediata dell’oggetto al di fuori della riflessione analitica, che deriva direttamente dall’esperienza. Non ha bisogno di prove logiche o di particolari procedimenti discorsivi. E’ apprendimento senza mediazioni, il cui criterio di verità non è il ragionamento, ma l’evidenza. L’intuizione va oltre ai fattori visivi, è la mente sintetica e immediata del “guardare interno”, aldilà del pensiero organizzato e della nozione.

Prendendo questo pensiero filosofico in “senso lato”, direi che se il fattore intuitivo è fondamentale per una visualizzazione mentale veloce, le nozioni di base e la tecnica sono altrettanto fondamentali in quanto permettono di avere un mezzo per poter realizzare l’idea interiore.

Il mio Manifesto non ha pretese filosofiche, ma richiama al sentire interiore, a lavorare col Cuore, a raccontare e a condividere con gli altri l’Arte, cercando di portare un messaggio positivo, anche quando sembra che, attorno a noi, di positivo non ci sia niente…
 

Atelier Bottega d'Arte "Amèbe" dell'artista Gabriella Machne - Via D. Bramante, 1 (Trieste)

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